Creazione ebook e impaginazione per stampa cartaceo

Questa non vuole essere assolutamente una guida, ce ne sono decine e decine online, molto più professionali. Poiché qualcuno me lo ha chiesto, vi spiego come ho fatto io!

Chi decide di autopubblicarsi lo fa per un motivo fondamentale: l’impossibilità di trovare un editore che accetti solo anche di leggere il proprio lavoro (a meno che non si è una persona famosa o si ha amicizie). Anche se in questi ultimi anni la si vede come un’opportunità e non più come ripiego.

Come più volte ho ribadito, i libri li ho interamente scritti con il tablet (la sera riversavo su PC per correggere) che porto sempre con me.

Esistono vari programmi free per creare documenti DOC, sia in Windows (per PC desktop) sia in Android o IOS (quindi per smartphone e tablet), io preferisco andare sul sicuro e usare Microsoft word.

Strumenti che ho usato per scrivere i miei libri:

  1. Microsoft word per scrivere (a pagamento);
  2. Calibre per convertire il formato DOC in EPUB (gratis);
  3. Sigil per rifinire, correggere e modificare l’EPUB (gratis);
  4. Macchina fotografica o Smartphone per le foto;
  5. Paint shop per la modifica delle foto e la creazione della copertina (a pagamento).

Provando, sbagliando, correggendo e riprovando, ho partorito il mio primo libro in ebook.

La prima domanda che mi sono posto è stata l’impaginazione, pensando già al risultato finale, l’ebook, ma con la proiezione al cartaceo. Ho cercato di scegliere un formato e l’ho mantenuto sempre inalterato (anche se puoi con la decisione di pubblicare in cartaceo, l’ho completamente cambiato). Questo serve soprattutto nel formato digitale, per dare forma all’epub.

In word quindi, ho impostato il modello in questa maniera: formato A4, margini sup. 6,35 inf. 3,5 sin. 4,9 des. 4,75. Come carattere ho scelto (in controtendenza) Bookman old style, dimensione 12 punti. Testo giustificato, interlinea 1 senza spazi prima e dopo i paragrafi.

A prescindere dall’avere già pronta una base per l’epub, questa configurazione è molto comoda su tablet, per avere sempre a grandezza giusta (per me almeno) lo scritto.

Creare l’ebook.

Come detto, il programma di riferimento è stato Calibre. È molto intuitivo, basta configurarlo correttamente, anche se poi il risultato dev’essere attentamente controllato. Io in genere lascio tutto come da default. L’unica cosa che inserisco sono i font.

Creato il file epub, passo a Sigil.

È necessario, visto che Calibre non è perfetto. Può capitare che venga cambiato qualche font o il sommario presenti qualche incongruenza. Dopo due anni a combattere con quest’ultimo aspetto, ho scoperto un’utilissima funzione di Sigil: Dividi al cursore. Prima, in fase di scrittura, in word, creavo le interruzioni pagina, i titoli… ora procedo così: lascio solo un paio di righe vuote fra capitoli. Poi in Sigil, dove vengono creati due o tre file xhtml, rispetto alla divisione classica descritta sopra (un file per ogni capitolo), apro l’xhtml e cerco i vari capitoli, dividendoli con l’apposito comando e, se non l’ho fatto in word, applico il titolo (h1, h2 ecc) che più mi aggrada. Questo crea ogni volta, un nuovo file, fino ad ottenerne tanti quanti come da procedura standard.

Solo che ora, creando l’indice, questo risulterà perfetto e senza errori come righe vuote o collegamenti sbagliati.

Direte… è laborioso. Sì, ma quando si fa la mano, diventa automatico.

Impaginare il cartaceo

Mentre per i primi libri che ho pubblicato ho scelto solo il formato digitale, con Kidnapped – Intrighi di Stato, ho deciso di compiere il grande passo…

Come ho fatto?

Innanzitutto, per avere un aspetto professionale ho preso esempio da libri di autori famosi e seguito le linee guida come se avessi a che fare con una casa editrice.

Ho impostato per prima cosa dimensioni e margini. Nel mio caso, scelto il formato 14×21 l’ho impostato (parliamo sempre di word, per altri programmi non so se va bene) così:

Aperto il menu layout (ricordarsi di selezionare in basso applica a intero documento),

  1. Scheda carta.
    1. Dimensioni personalizzate, larghezza 14 e altezza 21.
  2. Scheda margini.
    1. Superiore 2,5 – inferiore 2 – interno 2 – esterno 2.
    2. Pagine: margini simmetrici.
  3. Scheda layout.
    1. Inizio sezione: nuova pagina,
    2. Flaggare intestazioni e piè pagina e distanza dal bordo 1,27 a entrambe.
    3. Allineamento in alto.

Fatto questo sono passato alla preparazione dell’impaginato comprendente le prime 4 pagine e la numerazione.

Pagina 1: bianca, o con il nome della serie(collana),

Pagina 2: bianca,

Pagina 3: frontespizio (io la chiamo locandina) dove ho inserito serie, titolo e nome autore. In basso logo editore,

Pagina 4: Copyright e info sull’autore.

Da pagina 5 inizia la numerazione e si complica un pochino…

Il risultato professionale, prevede che le pagine dispari vadano a destra e le pari a sinistra. Per ottenere che la numerazione parta dalla pagina 5 ho dovuto fare in questo modo:

Mi sono portato alla fine della pagina 4, sono andato in menu layout -> interruzioni e ho cliccato su pagina successiva.

Sono tornato a pagina 5 e ho cliccato nell’area piè pagina. Si è aperta la scheda Progettazione in Strumenti intestazione e piè di pagina. Ho cliccato su collega a precedente. ORA ho potuto inserire i numeri…

Menu Inserisci -> numero di pagina -> In basso e ho cliccato dove compare il numero sulla destra (terza voce del menu a tendina), quindi sempre in numero di pagina, ho cliccato Formato numeri e mi si è aperta una piccola finestra. In numerazione pagine, ho flaggato la seconda voce, comincia da e ho scelto 5.

Chiudo con doppio click al centro del foglio per tornare alla visualizzazione normale ed è comparso il numero di pagina, in basso a destra. Eureka!? NO! Andando a pagina 6… il numero NON C’È!

Dopo un paio di minuti di sconforto capisco. Devo ripetere l’operazione almeno altre due volte, quindi a pagina 6 click su piè pagina -> collega a precedente. Quindi, Menu Inserisci -> numero di pagina -> In basso e ho cliccato dove compare il numero sulla sinistra (prima voce del menu a tendina).

Ho ripetuto l’operazione anche a pagina 7 perché erano scomparsi i successivi numeri dispari. Con quest’ultima operazione, ho avuto l’intero file ben numerato.

Finito? Non ancora. Per rendere professionale al massimo il lavoro, c’è bisogno di un ultimo sforzo… lungo e palloso… l’allineamento delle ultime righe di ogni pagina. È importante per evitare che fra una pagina e l’altra ci sia un disallineamento delle ultime righe. E questo è un lavoro che può fare solo chi ha scritto. Si tratta in pratica di un lavoro di aggiustamento del testo, cioè inserire a capo, eliminare a capo ed eventualmente accorciare o allungare frasi, parole e via dicendo.

Infine, il primo capitolo deve cadere a pagina dispari, i capitoli successivi come capita, sia a pagina pari che a pagina dispari.

Io, per Kidnapped – Intrighi di stato, lungo 220 pagine… ho impiegato l’intero week-end.

Spero che le due ore che ho perso per scrivere il presente, vi siano utili.

Ma perché ho scelto il fai da ME?

La prima difficile scelta, è stata quella di trovare un servizio non troppo costoso (d’altronde chi decide di autopubblicarsi non ha risorse infinite, anzi…) che mi permettesse di realizzare questo piccolo, ulteriore passo in avanti.

La piattaforma con la quale ho da sempre pubblicato però, gestisce il POD (e ultimamente il POS), obbligando chi aderisce, oltre a dover inserire il prodotto finito (quindi libro impaginato e copertina completa), a stampare un minimo di cinquanta copie. Mi sono trovato costretto a cambiare. A parte l’imposizione del numero di copie, che bene o male si smaltiscono… ma se il lavoro non è perfetto in tutti i suoi dettagli? Ci si ritrova con diversi scatoli di carta straccia!

Ho quindi cercato e trovato, un “editore” che mi permettesse di stampare anche una sola copia del libro. Per coerenza e correttezza, mi è sembrato giusto pubblicare con loro anche in digitale. Ma come dice il detto: chi lascia la via vecchia per la nuova… sa ciò che lascia…

Primo problema. Ero abituato a fare tutto da solo, inserimento e gestione totale e autonoma del libro. Potevo cambiare quando e come volevo tutto, dal prezzo alla sinossi a tutte le informazioni; con il nuovo no! E questo è un limite che mi ha fatto pentire della scelta.

Secondo problema. Visto che non l’avevo mai fatto, ho deciso di spendere pochi euro e farmi impaginare il libro e creare la copertina (che ricordo è diversa dalla semplice cover dell’ebook) da loro. Invio tutto il materiale e mi mandano le bozze dopo soli due giorni… tutto contento vado a controllare e mi avevano impaginato su un file vecchio, presente nei loro sistemi (avevo affidato a loro anche l’editing che poi ho dovuto rifare, vabbè…). Rimando tutto e dopo alcuni giorni mi tornano le nuove bozze: altro disastro! Numerazione che parte dalla prima pagina e centrale, alcune pagine con righe in più e altre con righe mancanti. La copertina con la IV che non mi piaceva… tanto che mando immediatamente una mail di protesta. Dopo giorni di silenzio mi decido: imparo a impaginare e creare la copertina da me.

 

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