vi presento: Asha

Quando in quattro righe, un anonimo lettore mi ha raccontato la storia di Asha (nome di fantasia), suggerendomi di trattare l’argomento, ho deciso di svilupparla e integrarla con un altro aspetto del fenomeno, quello brutto, quello che non si può non combattere con tutte le forze.

Ma andiamo in ordine. Anche se Asha è spinta dal desiderio di avere ciò che la situazione familiare non consente di avere (sulla sua pelle capisce che compiere determinate scelte… può marchiare in maniera indelebile, per il resto della vita), come raccontano anche le cronache degli anni scorsi… non è sempre vero che i minori siano vittime. La maggioranza degli adolescenti che scelgono questa strada, è spinta dal desiderio di avere vestiti firmati, gadget di ultima generazione, soldi…

Un fenomeno non tanto raro fra i giovani d’oggi.

Poi esiste anche l’altra faccia della medaglia. Quella più brutta, quella da combattere con tutte le nostre forze: lo sfruttamento dei minori.

Nel libro, s’intrecciano le due realtà; la scelta consapevole di offrire il proprio corpo per ottenere ciò che desidera, e lo sfruttamento di creature innocenti, da parte di criminali senza scrupoli. Le due storie s’intrecciano…

Asha, figlia di una coppia albanese arrivata in Italia vent’anni prima, anche se giunta inaspettata, è amata dai genitori. Persone umili, oneste che cercano di far crescere i figli come meglio possono, anche se a malapena riescono a sopravvivere e non possono dare ai figli, ciò che vorrebbero.

Asha ben presto inizia a fare confronti fra la sua situazione e quella delle amiche. Loro, vestono bene, hanno giocattoli nuovi, la invitano nelle loro belle case, si vantano dei lavori dei genitori. Asha è costretta a indossare i vestiti della sorella, usare scarpe vecchie e logore, ha vergogna a invitare le amiche in una casa che cade a pezzi. E non accetta la situazione. Diventa invidiosa. Vuole anche lei vestire bene, avere i giocattoli in voga in quel momento… il telefonino, il computer… anche se è cosciente che non è colpa dei genitori. Sa che di più non possono darle. Ma, spinta da cattive frequentazioni, ammaliata dalla possibilità di avere ciò che desidera, in seconda media inizia, consapevolmente, a vendere il suo corpo.

Ovviamente, questa improvvisa disponibilità di soldi, vestiti, scarpe eccetera, non può passare inosservata. I genitori la puniscono, la chiudono in casa. E pur di non perdere tutto, decide di scappare. Con l’amica che l’aveva coinvolta, inizia a prostituirsi su internet, a cambiare spesso città, fino a stabilirsi a Firenze.

Questa scelta però, se da un lato le permette di appagare tutti i suoi desideri, ben presto le fa rimpiangere il non poter avere una vita da normale adolescente. Coltivare amicizie, cazzeggiare, uscire… è costretta a vivere in una sorta di prigione dorata.

La consapevolezza la matura nel momento in cui conosce un ragazzo a una festa, e se ne innamora. Fanno l’amore, non sesso com’è abituata. Viene trattata con dolcezza, come persona, e non oggetto.

L’amica, rendendosi conto di non poterla più sfruttare, la vende a un’organizzazione criminale. Asha è costretta ai loro voleri, ma è forte, e scappa più volte, anche se viene sempre ripresa.

Quando scopre di essere incinta, stanca di fuggire, tenta di far credere a un uomo di essere lui il padre. Fallito anche questo tentativo, con quei criminali che non le danno tregua… decide di farla finita…

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