Digressioni

Assurdo comportamento

Ieri ho postato un link a questo blog. Me lo hanno cancellato definendolo spam. Ne è nata una discussione (2 post) molto educata da parte mia, tendenziosa da parte di un mod. Risultato? BANNATO

Ho inviato questo messaggio ai proprietari del forum. Risponderanno? Prenderanno provvedimenti?

 

Al Proprietario del forum (Borè srl).

Ieri, nel tentativo di dare un contributo fattivo al forum, ho inserito in una discussione un link ad un post che ho pubblicato sul mio blog personale. Dopo poco un comunity manager  eliminava il link definendolo spam. Molto educatamente facevo presente che non si trattava di spam. Interveniva un moderatore (tale (ElleryQ) il quale mi offendeva mettendo in dubbio la mia onestà (faccine e punti interrogativi sul fatto che sostenevo non fosse spam). Ovviamente ho risposto per le rime, ma sempre con educazione. Pochi minuti fa, ecco IL GIUSTIZIERE Marcello. Mi arriva un ban a tempo indefinito per (testuale): Reiterato comportamento irriguardoso nei confronti di uno staffer.

A questo punto: Quale sarebbe questo REITERATO (se non sbaglio l’aggettivo significa Ripetuto più volte, con insistenza… per 1 POST?) e IRRIGUARDOSO (che sempre da aggettivo significa insolente, irrispettoso, irriverente, sfacciato, sfrontato, arrogante, impertinente) comportamento? Cioè lui può mettere in dubbio e offendere la mia persona, e io non posso dire che le faccine e i ? li deve usare con altri?

Mi sembra che un moderatore oltre ad essere imparziale, dev’essere innanzitutto molto calmo (lo dice il termine), riflessivo e ammettere i propri limiti o errori (se) commessi.

NON PUO’ innanzitutto schernire e dare del bugiardo a un utente con il quale non ha confidenza (ma in ogni caso);

NON PUO’ arrogarsi diritti dovuti dal ruolo che ricopre, solo per avergli puntualizzato che non gli si permettono determinati commenti;

NON PUO’ affermare falsità per giustificare un provvedimento indiscutibilmente di carattere personale.

In definitiva QUEI DUE NON POSSONO essere un MODERATORI

Nell’ultimo post, In ogni caso avevo deciso di non frequentare più il forum, ho chiesto di cancellare il mio account. CANCELLARE!

Ma il BAN non lo accetto.

Nonostante questo deplorevole episodio, sono e rimarrò cliente Borè attraverso i servizi offerti da Youcanprint

Aggiornamento: gli scrrenshot della VERGOGNA

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Ovviamente non ho avuto diritto di replica (BAN)

La discussione completa QUALCUNO MI SPIEGA “IO” DOVE SONO STATO OFFENSIVO?

Come volevasi dimostrare

Ennesima delusione di un “illuso”!

 Essendo l’ultimo post del 2016, auguro a tutti di passare delle festività serene. Quest’anno, per ovvi motivi, non sono nello stato d’animo giusto per lasciarmi andare di più.

Quando ho iniziato a scrivere “Asha”, l’ho fatto con entusiasmo, ci ho perso tempo, energie, tralasciando anche altri progetti. Per me era una nuova sfida, che ho accettato ‘col cuore’ (come direbbero dalle mie parti). Oggi sono demoralizzato e mi chiedo: cosa ci faccio in un settore così ipocrita e comandato dai soliti noti?

L’intento era quello di far riflettere su un tema attuale e serio, forse più degli altri che ho trattato precedentemente. Continua la lettura di Come volevasi dimostrare

ASSENTE INGIUSTIFICATO?

blog

Qualcuno in questi giorni – non molti a esser sinceri – si è preoccupato per la mia assenza da social e blog. Perché? È capitato anche in passato e ho spiegato il motivo, in una precedente digressione.

È una questione di carattere, il mio (brutto) carattere, che mi vieta di scendere a compromessi. Un aspetto del quale non ho tenuto conto quando ho deciso di iniziare questa “avventura”.

È stato presuntuoso, da parte mia, pensare che bastasse scrivere qualcosa di attuale, di reale… scritto decentemente (al contrario di tanti…). Continua la lettura di ASSENTE INGIUSTIFICATO?

L’auto nuova? Mera utopia!

Lunedì 2 Maggio con un amico, ci sposteremo fra Campania, Calabria e Lazio. Forse Puglia. Lo accompagno e approfitto per pubblicizzare i miei libri.

Visto che oggi l’apparenza è tutto, devo mettere un po’ a posto la macchina, oramai ha otto anni, quindi prendo accordi con carrozziere e meccanico.

Una quindicina di giorni fa, mi sveglio e mi dico: è arrivato il fatidico momento, deciso! Cambio macchina.

Quale scegliere? Devo almeno rimanere nella fascia attuale, visto che negli anni sono andato a salire… ho imparato a guidare con una Fiat 500, la mia primissima macchina è stata una Fiat 600. Da quel momento solo macchine nuove: Fiat Uno, Fiat Tipo, Renault Scenic e ultima, Opel Antara.

Un paio di giorni per restringere la scelta a due modelli di SUV: Range Rover Evoque e Jeep Cherokee. Su internet scelgo la configurazione ad hoc e… parto!

La Evoque la scarto subito… 6 MESI! Sei mesi per avere un’auto? Io fra sei mesi potrei essere morto, dico al venditore (a parte che mi serve a fine mese, se no è inutile). Vabbè, di Evoque ce ne sono già tantissime in giro, e io non amo andare dietro alle mode, quindi rinuncio. Forse con Jeep andrà meglio.

Parto subito spiegando le mie esigenze, cioè che l’auto mi serve entro fine mese, ma che devo essere certo che arrivi per quella data, al massimo per il 15. Noto scetticismo, infatti… dopo due giorni nessuna notizia.

Attraverso il sito ufficiale trovo in pronta consegna, in concessionari (relativamente) vicini: a Caserta e Foggia, proprio l’auto che cerco (tre se non ricordo male). Chiamo e confermano la disponibilità, solo che per me sarebbe troppo complicato spostarmi, quindi mi dico: chissà se è possibile per il concessionario di zona farsela dare.

Chiamo allora direttamente il proprietario, il quale mi dice che parlerà con il venditore. Nel pomeriggio mi ricontatta, ma nel frattempo sono passati altri due giorni.

L’altro ieri torno in concessionaria e iniziamo l’affannosa ricerca. Il venditore per carità, è disponibilissimo, ma sembra che nessuno voglia privarsi delle auto in pronta consegna.

In sintesi, macchine ne arrivano pochissime e per averle, bisogna ordinarle in fabbrica.

Beh, questa politica, configurandola… è necessaria. E un cliente che sceglie di “costruirsi” l’auto secondo le sue esigenze e/o capricci (tettuccio aprile piuttosto che impianto stereo fantascientifico, senza il decimo airbag ma con il volante a pois e i seggiolini verdi e blu…), è consapevole dell’attesa a cui va incontro.

Capisco che non sono più i tempi in cui un concessionario, con le mille configurazioni possibili oggi, è disposto a investire soldi sull’acquisto di automobili, il rischio è troppo elevato.

Capisco meno la politica delle case automobilistiche in generale. Io, ho scelto un’auto superaccessoriata di serie (Jeep Cherokee Limited+ bianca), quindi che non necessita di essere “costruita” secondo esigenze specifiche. Benedetta FCA, un po’ di disponibilità, la vuoi garantire (nel caso di specie, la Cherokee, viene costruita in America e se la ordino oggi, arriva fra 4-6 mesi)? Oggi come oggi, le persone cambiano macchina in caso di necessità, sono pochi quelli che cambiano perché è uscito un nuovo modello che gli piace e aspettano mesi!

Per me la macchina è vitale, nelle mie condizioni, ed è l’unico modo per poter uscire di casa. Sono preoccupato perché necessito di particolari condizioni perché mi sia funzionale e, se mai dovesse capitare un’avaria, un incidente, o me la rubassero, significherebbe rimanere segregato in casa.

E dovrei ringraziare la vostra politica, care case automobilistiche.

Che strano. Proprio mentre sto rivedendo questo sfogo… pubblicità jeep cherokee, in cui il motto è:

“Le strade sono solo un punto di vista.”

Beh, io aggiungerei:

E averla (subito) più che un punto di vista, è un’utopia!

Demoralizzato

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Mi sento un po’ scoppiato – e demoralizzato – ultimamente. E mi chiedo se sia stata una buona mossa aver pubblicato sei libri più l’E-Series di CODENAME: SILVERWOLF in appena due anni (a dicembre). Oltretutto ho deciso di realizzare anche la versione cartacea (di tutti) in Print On Demand.

In questo periodo stando un po’ lontano dai social, mi sono potuto rendere conto di aver sottovalutato l’aspetto promozionale dei miei lavori, credendo che la loro valenza sociale fosse di per sé un traino sufficiente alla loro diffusione. Illudendomi che, proponendo a due tre persone “giuste” i libri, queste comprendendo lo scopo per il quale ho deciso di scriverli, adottassero la mia causa (che non è far soldi… per mia fortuna) e ne parlassero. Sbagliavo! Continua la lettura di Demoralizzato