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È arrivato il momento!

L’uscita del terzo libro di le Realtà Parallele è decisa: 15 ottobre!

le Realtà Parallele 3

Il ritardo sulla data di pubblicazione (ebook,  formattazione del libro, cover, booktrailer, comunicato stampa erano pronti da agosto. Il sito realtaparallele.ilpierpo.it è già aggiornato. E allora?) è presto detto:

I motivi sono due: il primo riguarda la versione cartacea, ero (e sono) indeciso se pubblicarla e con chi, infatti per il momento non esce; il secondo suggeritomi da alcuni feedback dei lettori secondo cui i libri non avevano una precisa impronta.

L’ho spiegato più volte. Quelle proposte sono testimonianze inviatemi dai protagonisti e quindi scritte di loro pugno. Mi sembrava opportuno proporle così come me le avevano inviate, cercando di correggere solo errori macroscopici ed eventuale linguaggio inappropriato.

Spero di averli migliorati nella forma.

Ho usato il plurale perché il restyling, non riguarderà solo il libro in uscita, ma anche i primi due.

“le Realtà Parallele 1” (a chi lo ha già acquistato in digitale, basterà aggiornare o riscaricare l’ebook) è già online nella nuova versione, sto lavorando al secondo libro.

Ho anche accolto un’altra richiesta che riguarda il prezzo di copertina. Da oggi gli ebook costeranno 4,99 € invece di 6,99, ancora da decidere per la versione cartacea.

Ultima, ma non meno importante novità, è quella, come già avvenuto per CODENAME: SILVERWOLF, di pubblicare, solo in ebook per limitazioni imposte dal self publisher sul numero di pagine, l’E-Series (ebook series) per Natale.

COMUNICATO STAMPA

Salerno 8 dicembre 2016

 

Un romanzo che affronta una tematica estremamente delicata e attuale: la prostituzione minorile

ASHA

(Storia di un’adolescente che desiderava solo ciò che avevano tutte le sue amiche…)

di Pierpaolo Maiorano

dal 10 dicembre in formato digitale e cartaceo (Print On Demand)

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Si parla quasi esclusivamente della forma costrittiva del fenomeno; giustissimo visto che è la parte drammatica e riguarda giovanissime vittime inconsapevoli, e dev’essere contrastata con tutte le nostre forze. Non bisogna però dimenticare che esiste anche l’aspetto volontario. Un fenomeno molto più diffuso di quanto non si creda fra gli adolescenti di oggi che, per ottenere ricariche, telefonini di ultima generazione, piuttosto che un vestito firmato o soldi, scelgono di vendere il proprio corpo… consapevolmente. E non sempre, come nel caso della protagonista, spinti dalle precarie condizioni economiche della famiglia. Anche questa è da contrastare, a monte.

Nel libro, i due aspetti s’incrociano, procedono paralleli, sviluppando una trama fitta, senza pause, avvincente.

Asha è la terzogenita di una famiglia di immigrati albanesi, in Italia da vent’anni. Persone perbene, oneste, lavoratrici, ben integrate nel tessuto sociale, ma che a stento riescono ad arrivare a fine mese.

Vedere le amiche vestire bene, avere belle case e tutto ciò che desiderano, mentre lei è costretta a vestire abiti lisi e abitare in una casa fatiscente, le fa provare invidia. Trascinata da un’amica senza scrupoli, accecata dalla prospettiva di avere ciò che i genitori non possono darle, scappa e decide di vendere il suo corpo per ottenerle.

Questa scelta però, se da un lato le permette di appagare tutti i suoi desideri, ben presto le fa rimpiangere il non poter avere una vita da normale adolescente, coltivare amicizie, ridere, scherzare, innamorarsi.

Venduta a un’organizzazione criminale, segregata e costretta ai loro voleri, scappa più volte, ma viene sempre ritrovata. Scoperto di essere incinta, non riuscendo a trovare il ragazzino con il quale lo ha concepito, tenta di far credere a un uomo di mezz’età, incontrato durante una delle sue fughe, di essere lui il padre del bambino.

Fallito anche questo tentativo, stanca di scappare, con quei criminali che non le danno tregua… decide di farla finita.

Il ritrovamento della lettera d’addio che lascia sul tavolino di un bar, dà l’avvio alla storia.

L’autore.

Dopo aver pubblicato sotto pseudonimo, decide di mettersi in gioco con il suo vero nome. Autore che ha scelto il self publishing per essere libero di esprimere ciò che sente senza pressioni o imposizioni.

Ama trattare argomenti spesso scomodi, che non seguono le mode del momento; ciò che definisce Real-Life.

La scelta di un linguaggio sobrio, da strada, semplice e diretto, alternando anche all’interno dello stesso libro diversi stili narrativi, hanno l’intento di tenere alta e costante l’attenzione del lettore.

Contatti:

https://ilpierpo.ithttps://asha.ilpierpo.it store.ilpierpo.it

info@ilpierpo.it – ilpierpo.libri@gmail.com – tuastoria@ilpierpo.it

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I Mekong boys

Premetto che i Mek-Boys sono totalmente frutto della mia fantasia, quindi potete dormire sonni tranquilli!

Con l’avvicinarsi dell’uscita del mio nuovo lavoro, mi sono chiesto: pubblico o no la loro storia? Non do un esempio negativo? Ho avuto rimorsi nel proporre i miei “assassini”. Mentre stendevo queste righe, ho capito di doverli inserire, perché in giro che c’è chi scrive veri e propri spot a favore dei “cattivi”, salto di qualità rispetto alle vecchie lotte Stato-criminalità (Bell’esempio per i nostri giovani, che già sono a corto di ideali, vedere come si ammazzano fra loro, o imparare a usare armi da fuoco a quindici anni) non ottenendo altro che emulazione. Poi ci lamentiamo!

Loro, i Mekong-boys, almeno hanno un “ottimo movente”. Continua la lettura di I Mekong boys

vi presento: leRealtàParallele 2

Le Realtà Parallele2

ASCOLTA il trailer

 

In questo secondo capitolo, ho scelto di trattare, oltre alle consuete storie di amori nati fra uomini, anche temi con una particolare valenza sociale.

Uno dei principali tabù, della serie… cose che si fanno ma non si dicono, riguarda la prostituzione, al maschile in questo caso.

Per necessità o per scelta: una sola volta o facendone una professione. In tanti hanno ammesso di aver avuto almeno un rapporto sessuale a pagamento nella vita. Quando mi sono capitate quelle giuste… non potevo rimanere insensibile. Una in particolare, lucida testimonianza di un uomo, oggi sposato con figli, ed etero a tutti gli effetti che da adolescente, ha consapevolmente scelto di prostituirsi, usando gli orchi per raggiungere il suo scopo: dare un futuro ai genitori, che a seguito di varie vicissitudini vivevano una situazione tragica, tanto da essere costretti a darlo in affidamento.

L’unica storia lesbo, è anche la più drammatica, cruda. Una delle tre inviatami dall’America.

Politica e calcio. Due mondi crudeli, spietati. O ti adegui alle loro regole… o inevitabilmente vieni schiacciato!

I bambini, protagonisti con la loro spontaneità, genuinità, ci insegnano come accettare senza riserve, un amore diverso, perché per loro conta il sentimento, non il sesso di chi lo vive.

In ultimo, ma non meno importanti, nella stessa storia, arrivatami dall’America (ebbene sì, ho venduto in America, in Australia, e anche i Giappone!), ci sono due spunti di riflessione, anzi tre.

Superato il disorientamento dovuto al coming out del figlio, a cosa può arrivare un genitore, se per accettarlo completamente deve/vuole capire cosa prova…

Perché un ragazzo gay deve pensare di dover dimostrare la propria bravura e professionalità in ambito lavorativo?

E infine, gli atteggiamenti di alcuni gay. D’accordo sentirsi donna in un corpo maschile, ma perché arrivare a scimmiottarle, diventandone la brutta copia, dando così l’opportunità a quattro deficienti, di deriderli e malmenarli?

 

Beh, direi che non ho tralasciato nulla.

Anzi, una puntualizzazione per quel paio che credevano di mettermi in imbarazzo con domande maliziose.

Innanzitutto, i miei, NON SONO LIBRI PER GAY, anzi… parecchi cosiddetti maschi dovrebbero leggerli…

E… mica è detto che chi scrive di omosessualità o diversità che dir si voglia… debba esserlo per forza!

Per tua buona sorte 10

Ultimo appuntamento con la rivisitazione di #Pertuabuonasorte. Uno dei momenti più “forti”, con il quale chiudo il #rememberbooks del mio primo libro…

è la fine del libro? … non ti resta che scoprirlo!

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Per tua buona sorte 9

Penultimo appuntamento con PerTuaBuonaSorte

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La sera che Nick uscì con lei, il 28 ottobre, Guido se ne stava rinchiuso nella dépendance, non voleva neanche venire a cena, dovetti andare a prenderlo di forza. Pam e Roby fecero di tutto per farlo distrarre, poi Roberto gli chiese:

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Per tua buona sorte 8

Quando un genitore ama un figlio, ne è orgoglioso SEMPRE, e lo consiglia…

Noi ci vedevamo a pranzo, a cena, spesso lui dormiva da me.
Guido aveva tolto i punti, Nick aveva ricominciato la scuola, quando un pomeriggio venne da me e Roberto, tutto soddisfatto.
«Grandi novità…»
Capimmo che finalmente erano riusciti a diventare intimi.
«Quando è successo…» chiese il padre.
«Scusa, tu come lo sai che sto per dire?»
«Tuo padre sa sempre tutto» disse con aria da consumato saggio. «Avete usato tutte le precauzioni del caso? Che ne pensi? Ne è valsa la pena?»
«Papà, è stato meglio di quanto potessi immaginare. Quando Guido ha ini…»
«Blublublu… blublublu…» Cominciò Roberto tappandosi le orecchie.
Ridendo intervenni dicendo:
«Nick… non raccontarci i particolari, vedi tuo padre com’è diventato rosso. Mi sembra che già l’aver accettato di parlarne con te e di averti consigliato, sia abbastanza. Rischi di fargli venire qualcosa… Ah, ah, ah, Roby, ti dovresti vedere. Troppo bella la tua faccia.»
«Ma allora io con chi devo parlarne? Sono troppo felice e poi ho un problema!»
«Roby, vai a prendere qualcosa per festeggiare? Su, vai…» uscì dalla stanza.
«Di’ a me. Che succede?» il padre però era troppo curioso e si fermò dietro alla porta ad ascoltare, me ne accorsi ma feci finta di nulla.
«Volevamo avere un rapporto completo, ma non ci siamo riusciti…»
«Capisco. La prima volta è sempre un po’ problematica, ci si deve rilassare per bene. Tieni questa – e gli diedi una bustina di liquido per aiutare il rilassamento – fatti massaggiare bene prima di riprovarci, vedrai che andrà meglio.»
«Farmi massaggiare? La prima volta? Ma non era la prima volta per Guido, non è riuscito a farlo, perché dice che è troppo grande.»
Avrei dato non so cosa per vedere la faccia soddisfatta di Roby. Suo figlio era proprio come lui. Maschietto e ben piazzato.
«Scusa piccolo, avevo capito che…»
«Noooo per me non è ancora il momento. Per quello non sono pronto. E a Guido sta bene così.»
Dopo un paio di minuti irruppe Roberto con una bottiglia di Dom Pérignon rosé e tre bicchieri. Era impettito come un pavone…

da: Per tua buona sorte