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I Mekong boys

Premetto che i Mek-Boys sono totalmente frutto della mia fantasia, quindi potete dormire sonni tranquilli!

Con l’avvicinarsi dell’uscita del mio nuovo lavoro, mi sono chiesto: pubblico o no la loro storia? Non do un esempio negativo? Ho avuto rimorsi nel proporre i miei “assassini”. Mentre stendevo queste righe, ho capito di doverli inserire, perché in giro che c’è chi scrive veri e propri spot a favore dei “cattivi”, salto di qualità rispetto alle vecchie lotte Stato-criminalità (Bell’esempio per i nostri giovani, che già sono a corto di ideali, vedere come si ammazzano fra loro, o imparare a usare armi da fuoco a quindici anni) non ottenendo altro che emulazione. Poi ci lamentiamo!

Loro, i Mekong-boys, almeno hanno un “ottimo movente”. Continua la lettura di I Mekong boys

Per tua buona sorte 10

Ultimo appuntamento con la rivisitazione di #Pertuabuonasorte. Uno dei momenti più “forti”, con il quale chiudo il #rememberbooks del mio primo libro…

è la fine del libro? … non ti resta che scoprirlo!

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Per tua buona sorte 9

Penultimo appuntamento con PerTuaBuonaSorte

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La sera che Nick uscì con lei, il 28 ottobre, Guido se ne stava rinchiuso nella dépendance, non voleva neanche venire a cena, dovetti andare a prenderlo di forza. Pam e Roby fecero di tutto per farlo distrarre, poi Roberto gli chiese:

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Per tua buona sorte 8

Quando un genitore ama un figlio, ne è orgoglioso SEMPRE, e lo consiglia…

Noi ci vedevamo a pranzo, a cena, spesso lui dormiva da me.
Guido aveva tolto i punti, Nick aveva ricominciato la scuola, quando un pomeriggio venne da me e Roberto, tutto soddisfatto.
«Grandi novità…»
Capimmo che finalmente erano riusciti a diventare intimi.
«Quando è successo…» chiese il padre.
«Scusa, tu come lo sai che sto per dire?»
«Tuo padre sa sempre tutto» disse con aria da consumato saggio. «Avete usato tutte le precauzioni del caso? Che ne pensi? Ne è valsa la pena?»
«Papà, è stato meglio di quanto potessi immaginare. Quando Guido ha ini…»
«Blublublu… blublublu…» Cominciò Roberto tappandosi le orecchie.
Ridendo intervenni dicendo:
«Nick… non raccontarci i particolari, vedi tuo padre com’è diventato rosso. Mi sembra che già l’aver accettato di parlarne con te e di averti consigliato, sia abbastanza. Rischi di fargli venire qualcosa… Ah, ah, ah, Roby, ti dovresti vedere. Troppo bella la tua faccia.»
«Ma allora io con chi devo parlarne? Sono troppo felice e poi ho un problema!»
«Roby, vai a prendere qualcosa per festeggiare? Su, vai…» uscì dalla stanza.
«Di’ a me. Che succede?» il padre però era troppo curioso e si fermò dietro alla porta ad ascoltare, me ne accorsi ma feci finta di nulla.
«Volevamo avere un rapporto completo, ma non ci siamo riusciti…»
«Capisco. La prima volta è sempre un po’ problematica, ci si deve rilassare per bene. Tieni questa – e gli diedi una bustina di liquido per aiutare il rilassamento – fatti massaggiare bene prima di riprovarci, vedrai che andrà meglio.»
«Farmi massaggiare? La prima volta? Ma non era la prima volta per Guido, non è riuscito a farlo, perché dice che è troppo grande.»
Avrei dato non so cosa per vedere la faccia soddisfatta di Roby. Suo figlio era proprio come lui. Maschietto e ben piazzato.
«Scusa piccolo, avevo capito che…»
«Noooo per me non è ancora il momento. Per quello non sono pronto. E a Guido sta bene così.»
Dopo un paio di minuti irruppe Roberto con una bottiglia di Dom Pérignon rosé e tre bicchieri. Era impettito come un pavone…

da: Per tua buona sorte